Astratti furori

Addio José

Posted in ...furori cosmici... by maelström on venerdì, 18 giugno 2010 22:50 CEST

Se Cicerone vivesse ancora tra voi italiani, non direbbe: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ma piuttosto: “Fino a quando, Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?”. Si tratta di questo. Con la sua particolarissima opinione sulla ragione d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto.

Con la sua storia, la sua cultura, la sua innegabile grandezza, l’Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con cinica freddezza e senza la minima traccia di pudore politico, senza il più elementare senso di vergogna per sé stesso. Mi piace pensare che la gigantesca manifestazione di oggi contro la “cosa” Berlusconi, durante la quale verranno lette queste parole, si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell’Italia. Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti. Ripongo in voi tutta la mia speranza.

— José Saramago, intervento al No B Day, 5 dicembre 2009.

Addio José, ci mancherai.

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3 Risposte

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  1. Farnocchia said, on sabato, 19 giugno 2010 12:29 CEST at 12:29

    non avevo mai letto questi’intervento di Saramago riguardo il NOB-day…devo dire che rende molto l’idea di quello che siamo con una leggerezza ed un uso della metafora che sembra stia scrivendo un romanzo.
    magari fosse tutto un romanzo..purtroppo è la realtà!

  2. maelstrom74 said, on sabato, 19 giugno 2010 18:56 CEST at 18:56

    E’ la realtà, è la realtà, purtroppo. Saramago, con la maestria e la sensibilità di un grande scrittore, è riuscito a ritrarre perfettamente la nostra situazione. Viviamo in un paese dove le sue opere (vedi il Quaderno) sono state censurate dall’editore (Einaudi) perché si permettevano di dire la verità sul padrone.
    Non mancherà molto che saremo obbligati a battezzare di nuovo il tennis come “pallacorda”.

  3. superdelly said, on lunedì, 21 giugno 2010 11:44 CEST at 11:44

    Pensare che sto finendo di leggere Cecità or ora… ed era il mio suo primo libro.


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