Astratti furori

Oro, incenso, mirra, gnocca e cavalli berberi…

Posted in ...furori politici... by maelström on lunedì, 30 agosto 2010 21:16 CEST

E insomma anche quest’anno il patetico buffone libico è sbarcato in Italia. Questa tortura che calpesta, con scadenza annuale, i rimasugli di dignità di questo paese ce la dobbiamo sciroppare per forza, ché sennò il satrapo ci strizza le palle con gli oleodotti, o ci punta contro una batteria di missili, oppure ci fa sbarcare i profughi in Sicilia (meglio che li lasci morire nel deserto). Il pagliaccio arabo – con indosso l’ultimo modello Laura Biagiotti – è sceso dall’aereo attorniato dal solito manipolo di ragazzotte in mimetica, armate di rimmel fino ai denti; ha roteato la mano in un Ego vos benedico e ha emesso un sonoro rutto liberatorio. Frattini – vestito per l’occasione da hawaiana – gli ha infilato una collana di fiori in testa e lo ha condotto, con tanto di tappeto rosso, dritto dritto dal dittatorello nostrano, che non stava più nei tacchi dalla gioia. Il re mago questa volta non aveva nessuna foto polemica piantata sul torace, ma ci ha fatto dono di oro, incenso, mirra, un sacchettino di peli di passera (regalo personale per Berlusconi) e una trentina di cavalli berberi. Sì,  lo fa, di solito, anche quando va a trovare Gengis Khan. Gli equini sono essenziali per un interessantissimo spettacolo beduino. Poteva mancare, per l’occasione, la solita celebrazione della sottomissione della donna all’uomo? Ovvio che no! Ed ecco, quindi, che cinquecento Noemi sono state chiamate a raccolta perché facessero da claque a «Papi» Gheddafi e si sorbissero le elucubrazioni iperboliche del tiranno. Per settanta euro si sono beccate un sermone pro-Islam, una scodellata di scemenze teo-sociologiche, e un librone sacro da cinquanta chili e mezzo. Se po fa’. Ormai è passato il tempo in cui i politici venivano accolti dai politici. L’Italia sta avanti. Se sei a capo di una delle peggiori dittature del mondo, da noi sei ricevuto con la figa. Vuoi mettere? Adesso una bella cena con 800 invitati – in cui il più pulito ha la rogna – e poi, si spera, se ne torna al paese suo. Peccato. Meno male che lo rivedremo l’anno prossimo. Io però lo voglio salutare a modo mio, calorosamente: A Ghedda’, ma vattenaffanculo!

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2 Risposte

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  1. Amour said, on lunedì, 30 agosto 2010 21:36 CEST at 21:36

    questo post è meraviglioso!!
    Mi associo calorosamente al tuo saluto con egual enfasi!

  2. Farnocchia said, on martedì, 31 agosto 2010 12:54 CEST at 12:54

    QUOTO OGNI SINGOLA PAROLA ED AGGIUNGO…..mi ha chiuso le strade di mezza roma sto beduino!!!!arrgh


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