Astratti furori

…colori…

Posted in ...furori malinconici... by maelström on giovedì, 30 settembre 2010 21:18 CEST

Una volta ho conosciuto una persona alla quale dicevo: vedi che belle fronde verdi quegli alberi?
E ci restavo male quando lei, esplodendo in una risata, mi rispondeva: ma quale verde? Ma non vedi che le chiome sono blu?
Se passeggiando le indicavo un bel cielo terso, d’un azzurro luminoso, lei mi scherniva per non essere capace di recepire quel giallo pastello così evidente…
Quando le mostravo dei fiori di un bel violetto, lei si impuntava e mi rimproverava di non accorgermi del loro arancio squillante….
Se le ponevo innanzi agli occhi delle pietre preziose di un bell’ambra opalino, lei mi precisava, tutta seria, che si trattava di un verde acquamarina….
Ma un giorno, sommesso e quasi distratto, le ho sussurrato: “è bello il rosso del tuo cuore…”
Allora lei, riscoperta e meravigliata, mi ha rivolto gli occhi umidi e, dopo un secondo di titubanza, ha emesso un flebile “…vero?”

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La cosa peggiore che ho fatto

Posted in Senza categoria by maelström on mercoledì, 15 settembre 2010 17:14 CEST

Un giorno mi trovavo a percorrere una strada di montagna, con la mia automobile, quando ho notato un uomo che mostrava il pollice in su, al margine della carreggiata. Avrà avuto una cinquantina d’anni, l’aria un po’ sperduta. All’inizio ero un po’ titubante, ma ho accostato (non passavano molte macchine per quella via isolata), ho abbassato il finestrino e lui mi ha chiesto gentilmente se potevo accompagnarlo al centro abitato più vicino. L’ho fatto salire e siamo partiti.
Due giorni dopo, viaggiavo in quella stessa direzione, quando ho visto una donna sul ciglio della strada. Avrà avuto 45-46 anni. Anche lei teneva il pollice in su, come chiedesse un passaggio. La cosa mi è sembrata strana. Il punto era quasi lo stesso in cui avevo caricato l’uomo, il giorno precedente. Così, un po’ incuriosito, ho accostato, ho abbassato il finestrino e lei – con un’aria un po’ agitata, a dire il vero – mi ha chiesto se potevo accompagnarla al centro abitato più vicino. L’ho fatta salire e siamo partiti.
Due giorni dopo, ancora sul margine di quella strada, ho visto una ragazzina che chiedeva con insistenza un passaggio – esattamente come l’uomo e la donna dei giorni precedenti. Avrà avuto 15-16 anni. Sembrava spaventata. Ho deciso di fermarmi ancora una volta. Ho accostato, ho abbassato il finestrino, e lei, molto tesa, mi ha chiesto se potevo condurla al centro abitato più vicino. L’ho fatta salire e siamo partiti.
Due giorni dopo, passavo ancora di lì con la mia auto, quando ho visto un adolescente, sui 12-13 anni, piantarsi quasi in mezzo alla carreggiata e fare segno con le mani di fermarmi. Il punto era quello esatto in cui avevo caricato i tre individui nei giorni precedenti. Ho accostato, ho abbassato il finestrino, e lui, scosso e con voce tremante, mi ha chiesto se potevo accompagnarlo al centro abitato più vicino. L’ho fatto salire e siamo partiti.
Dopo un certo silenzio imbarazzato, mi sono azzardato a chiedergli cosa fosse successo, come mai fosse così agitato. Mi ha risposto che era da circa una settimana che non aveva notizie di suo padre, allontanatosi per cercare provviste per il loro campeggio; così pure di sua madre, che due giorni dopo la scomparsa dell’uomo si era data da fare per cercarlo. Quindi, sua sorella, lasciandolo solo e impaurito a vigilare sulla tenda piantata nel bosco, era corsa a cercare aiuto, non vedendo arrivare né l’uno, né l’altra. Alla fine, lui stesso, mancando anche la ragazza, e ormai terrorizzato, si era armato di coraggio e aveva deciso di correre a cercare i suoi familiari.
La cosa peggiore che ho fatto è stata che, quando l’ho tagliato a pezzi, non mi sono preoccupato – come ho fatto invece con gli altri tre – di chiudere ciascun trancio del suo corpo in una busta sigillata. Mi sono arrangiato ficcandoli in un sacco, alla rinfusa, ma purtroppo del liquido rosso scuro è colato sul sedile e mi ha imbrattato la tappezzeria. Mi è toccato trovare un autolavaggio attrezzato e non è stato facile. A volte sono veramente sbadato.