Astratti furori

…meglio capre che Sgarbi…

Posted in Senza categoria by maelström on venerdì, 5 novembre 2010 12:38 CEST

Il “figlio impazzito di Wanna Marchi” (Benigni docet), da buon servo obbediente, nonché debitore di un bel po’ di quattrini alle reti di proprietà del satrapo che ci governa, pulpiti dai quali ha avventatamente lanciato i suoi strali verso tutto e tutti (l’argomentazione più dotta che produce è quasi sempre “Capra! Capra! Capra! Capra! Capra! Capra! Capra!”), non si è potuto esimere dallo svolgere il compitino di turno (ormai pur di raccattare 5-6 euro è disposto persino a danzare sollevandosi sulle zampe di dietro): ha dovuto turarsi il naso e tuffarsi in una tanto appassionata quanto patetica difesa dell’indifendibile Cavaliere. Si è calato perfettamente nel ruolo di giornalista de Il Giornale e, indossata la tutina da acrobata, ha compiuto le sue belle giravolte mortali al fine di rigirare la frittata; ma era senza rete e si è spetasciato al suolo. Adesso si scopre, infatti, che l’ironia di Berlusconi non è evidente, inopportuna, sguaiata, imbarazzante, ingombrante e fetida come la montagna di sterco di un elefante prodotta in diretta televisiva, ma è “così sottile che non è percepita neppure da quelli che intendono difenderlo”. Ah, certe finezze talmente fini. Ops, ho detto “fini”. Meno male, invece, che ci sono quelli come Sgarbi che percepiscono. In effetti, proferire (e per l’ennesima volta) “Meglio normale che frocio!” è un messaggio talmente profondo da richiedere una sensibilità particolare, e talmente poco offensivo che chiunque ci rilevi dentro tracce di omofobia è da avvolgere in una camicia di forza e rinchiudere. Sgarbi – che conosce uno per uno tutti gli omosessuali del pianeta – si ravvia mascolinamente i capelli e assicura che nessun gay soffrirebbe per una battuta del genere. Inoltre – lo si apprende quotidianamente dai quotidiani – la nostra società non discrimina affatto! A parer suo, “innumerevoli omosessuali dominano e hanno dominato l’arte il cinema, il teatro, la moda, da molti anni”. Sì, “dominano”. Addirittura sono una “una maggioranza consolidata”. Noi, poveri etero minoritari e tolleranti, che fine faremo? E vabbe’, siamo uno dei pochi paesi al mondo la cui giurisdizione non contempla l’aggravante per omofobia…e vabbe’, certi esponenti del Parlamento stigmatizzano l’omosessualità a ogni piè sospinto… e vabbe’, giornalmente ci sono ragazzi e ragazze pestati a morte, accoltellati, insultati per le proprie “strambe” preferenze sessuali, ma che vuol dire? Platinette, Busi, Gullotta e Cecchi Paone dominano! Non basta?

Si vanta, il professorone in bolletta, di aver bocciato, quand’era presidente della commissione cultura e istruzione alla Camera dei Deputati (niente risate, lo è stato davvero), la proposta di due parlamentari di introdurre l’educazione sessuale nelle scuole  (e quindi, aggiungo io, l’educazione al rispetto del corpo – proprio e del partner – e degli importanti sentimenti legati all’esperienza sessuale). Lui afferma, da intelligentone qual è, che “il sesso si impara seguendo gli istinti, in un senso o nell’altro, furtivamente”. Quindi, la prossima volta che un energumeno trascina una donna per capelli in un luogo buio, con fare circospetto, al fine di violentarla senza posa, nessuno si allarmi e chiami la polizia: il tale sta solo seguendo i propri istinti, furtivamente e per scopi autodidattici.

Il caro Sgarbi, così recettivo alle “ironie sottili”, si è purtroppo lasciato sfuggire il reale senso delle parole di Merlo, quando questi afferma, riferendosi a Berlusconi: «[…]purtroppo ci spinge a parlare di sesso e ci costringe a difendere i gay». Ebbene sì, la frase “ci costringe a difendere i gay” non ha alcuna impronta omofoba, capra di uno Sgarbi, ché vuol dire, né più né meno, che siamo costretti a dover difendere una certa categoria di persone in un tempo in cui ci aspettavamo di non doverlo più fare:

“Meglio essere appassionati di belle ragazze che gay.” (Silvio Berlusconi – La Repubblica, 2 novembre 2010)

“Essere gay? Sbagliato come evadere il fisco.” (Rocco Buttiglione – Tg24, 25 ottobre 2010)

Mi hanno detto di tutto, manca solo che mi dicano che sono gay.” (Silvio Berlusconi – La Repubblica, 14 giugno 2009)

Non parlo più di donne e i gay sono tutti dall’altra parte.” (Silvio Berlusconi – La Repubblica,  6 febbraio 2007)

Nella capitale della cristianità assume anche un aspetto diverso: ha il sapore dello scontro ideologico contro chi, come la Chiesa, si oppone strenuamente – e a mio avviso giustamente – alle unioni omosessuali.” (Mara Carfagna, a proposito del Gay Pride 2008, in un’intervista al Tg2 – http://www.youtube.com/watch?v=M-bG_65ZGe4)

Cercherei di insegnar loro a vivere questa condizione con naturalezza e sobrietà, senza eccessi né rivendicazioni inutili.” (Mara Carfagna, ibidem, alla domanda del giornalista su quale sarebbe il suo comportamento di madre, se un suo eventuale figlio le rivelasse di essere omosessuale)

Penso che l’unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d’accordo.” (Mara Carfagna – Corriere della Sera, 19 maggio 2008)

Non è stata ritenuta prioritaria.” (Risposta del Ministero per le Pari opportunità, a seguito della cancellazione di una commissione per i diritti e le pari opportunità delle persone GLBT – La Repubblica, 27 maggio 2009)

Penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga.”  (Renzo Bossi – L’Unità, 21 aprile 2010)

Gli stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come ‘matrimonio’ verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.” (Monsignor Celestino Migliore, a proposito della depenalizzazione universale del reato di omosessualità – La Repubblica, 1 dicembre 2008)

Darò subito disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili.” (Giancarlo Gentilini – La Repubblica, 9 agosto 2007)

“Meglio fascista che frocio.” (Alessandra Mussolini – Puntata di Porta a Porta, 9 marzo 2006)

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