Astratti furori

…una visita…

Posted in Senza categoria by maelström on domenica, 13 marzo 2011 21:07 CEST

Me lo sono trovato davanti all’improvviso, come tutte le volte. Al solito, mi fermo ad ammirarne le dimensioni. È immenso, imponente, piazzato sulla sua collinetta di periferia. Quand’ero già nei pressi dei cartelli — quelli che vorrebbero dissuadere chiunque dal fare un altro passo — l’ho scorto su su in alto, alla finestrella quadrata — l’unica, minuscola breccia nell’immensa superficie laterale. Imbracciava già l’archibugio e stava per mirare quando mi ha riconosciuto e, deposta l’arma, mi ha fatto cenno di salire. I soliti venti piani a piedi, ché installare l’ascensore costa e “fare le scale fa bene alla salute” (dice lui). L’ho trovato arzillo come sempre, nonostante l’età; mi ha offerto il solito tè e abbiamo chiacchierato un po’. A dire il vero, non comprendo tutto ciò che dice; lui farfuglia continuamente nella sua strana lingua ed io sorrido ed annuisco mentre ascolto le vecchie storie (sempre le stesse) di quando era giovane pioniere ed esplorava il Klondike. Prima di accomiatarmi, ho dovuto assistere al solito rito del bagno in piscina. Ha indossato il costume olimpionico a strisce bianche e rosse e s’è infilato il salvagente a paperella attorno alla vita. Ho riso di gusto nel vederlo sparire, sgusciare, nuotare entusiasta in quel mare tintinnante e scintillante d’oro. Sulla via del ritorno, mi sono voltato ad osservare il grosso simbolo del dollaro sul muro frontale del deposito e lui, piccolissimo, dalla solita finestra laterale quadrata, che agitava la mano bianca piumata. “Tornerò a trovarti!” gli ho urlato. È incredibile, lui ci vive davvero in quel cubo di cemento stracolmo di monetine. Ho aperto gli occhi e ho sorriso, stiracchiandomi nel letto. Sognare di far visita a zio Paperone mi mette sempre di buon umore.

Annunci