Astratti furori

…s’io m’intuassi, come tu t’inmii…

Posted in Senza categoria by maelström on mercoledì, 4 maggio 2011 12:13 CEST

«Già non attendere’ io tua dimanda,
s’io m’intuassi, come tu t’inmii»

– Divina Commedia, Paradiso, Canto IX, 80-81

Continuo a non capire. Continuo a non comprendere come facciano gli uomini a non provare l’irresistibile desiderio di immedesimarsi negli altri. Gli eventi degli ultimi giorni agitano dubbi che risiedono nel mio cervello da molto tempo. E la cosa mi tormenta. Perché nell’uccisione dell’altro non riusciamo a vedere la nostra stessa uccisione? Perché nella sofferenza di un malato non riconosciamo il nostro stesso dolore? Perché i carnefici non sanno mai specchiarsi nelle vittime? Continuo a dannarmi nel cercare di capire. Dopo 36 anni, posso ben dire che la mia testa è piena di perplessità, più che certezze. Non ho compreso molto, finora, di questa cosa chiamata vita; non ne ho trovato la chiave di lettura… e forse è proprio questo che mi salva? Forse è proprio non recintarsi, restare aperti, disponibili all’introiezione, a tenerci in vita? Non è il cuore che deve pulsare, ma il cervello. Ecco, sì, forse è così. La morte forse arriva quando ci completiamo: se siamo soli, noi e noi stessi, il cerchio è chiuso, si può finire di vivere anche subito. Sì, io sono immortale, e lo sarò fino a che non avrò raggiunto certezze tali da poter serrare la porta della mia anima e perciò smettere di far pulsare cervello e cuore. Fino ad allora, sarò tremendamente attratto dalla voglia di squarciare il mio prossimo, per capire che cosa c’è dentro, e se quello che c’è dentro di lui è uguale a quello che c’è dentro di me; se il blu che vedo io è il blu che vede lui, se le lacrime e la gioia hanno lo stesso sapore. Io devo capire!

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2 Risposte

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  1. Lisa said, on venerdì, 13 maggio 2011 18:29 CEST at 18:29

    Secondo me non capiremo mai e .. arrivati in punti di morte avremo gli stessi identici dubbi di sempre!

    • Gabri said, on mercoledì, 4 luglio 2012 9:52 CEST at 09:52

      L’empatia è un dono. Non tutti ce l’hanno e non tutti quelli che l’hanno ricevuto riescono a conviverci…Non credo tu possa “capire” le emozioni e i sentimenti dell’altro: però puoi “sentirli”, fino a farti penetrare l’anima, questo sì, e vedere la tua vita che cambia, perché quando hai piena consapevolezza dell’altro, niente è più lo stesso 🙂


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