Astratti furori

“Non tutte le cose sono bianche o nere…”

Posted in ...furori sociali... by maelström on venerdì, 17 giugno 2011 13:25 CEST

Ancora con questa storia della malattia. Ancora. Nel 2011, ancora si parla dell’omosessualità come un morbo da curare. C’è addirittura chi, come Fabio Federico, sindaco di Sulmona (ovviamente un conservatore del PdL), nonché medico (!), afferma che trattasi di “aberrazione genetica”. Ma come si fa?? Ma ancora co ‘ste scemenze nazi-cattolico-medievali?? Ma quando ci libereremo di questa gentaglia che si ostina a voler appuntare triangoli rosa sul petto del prossimo?

Ma si può discutere di un tema delicato come la sessualità con uno che afferma: “Se hai degli ormoni maschili e un genoma maschile, fai il maschietto”? Fai il maschietto?! Poi, non contento, aggiunge: “Il contrario è fuori natura”. I concetti di “contrario” e “fuori natura” sono interessanti. Contrario rispetto a cosa? E che cos’è “natura”? Come al solito, mi tocca menzionare Alfred Kinsey, il quale ha illustrato i sette (SETTE!) livelli di sessualità umana; un range che comprende l’eterosessualità completa e l’omosessualità completa, così come le varie scale di grigio (perfettamente naturali) nel mezzo:

«Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso» — Alfred Charles Kinsey, Il comportamento sessuale nel maschio umano

È bene ribadire, per l’ennesima volta, che l’omosessualità NON È contro natura o fuori natura! La parola stessa è un’invenzione umana. Nel nostro DNA non c’è NULLA che marchi indelebilmente i nostri gusti sessuali. Se qualcuno è convinto del contrario, si accomodi e dimostri quanto crede.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’omosessualità come una normale variante del comportamento umano.

La scala Kinsey, peraltro, non risparmia neanche gli animali, con buona pace di coloro convinti che in natura viga solo il rigido legame maschio-femmina. Bruce Bagemihl[1], ha illustrato che solo il 79% dei gabbiani australiani è eterosessuale; il resto si divide tra omosessuali (10%) e bisessuali (11%). E così pure per il gabbiano comune: 22% omosessuali, 15% bisessuali; così per il macaco giapponese: 9% omosessuali, 56% bisessuali; così per i bonobo: 100% bisessuali; così per il cacatua pettorosa: 44% omosessuali, 11% bisessuali. Esistono peraltro bestioline, come pesci, lumache e lombrichi, che si godono il proprio ermafroditismo in santa pace.

Quelli sulle “aberrazioni genetiche” e sulle “patologie da curare”, sulle razze inferiori e sulla necessaria anormalità del “diverso”, sull’eugenetica e sulla “purezza”, sono discorsi già sentiti; si leggevano le stesse cose su “La difesa della razza”, 70 anni fa, a proposito di negri ed ebrei. Sappiamo com’è finita. Pena poi scoprire che le razze umane non esistono[2] o che certi argomenti venivano costruiti ad arte[3]. Si tratta di questioni di una scandalosa stupidità, che la storia tende ad archiviare in quanto tali, a meno dell’imbecille di turno che salta fuori, a intervalli regolari, e le risbandiera come fossero verità nascoste che i suoi tre neuroni hanno il coraggio di portare a galla.

Questo “medico” (si fa per dire: non mi farei prescrivere neanche un’aspirina da uno così), tira fuori espressioni come “perfettamente uomo” e “perfettamente donna”, “crescita e vita normale” senza addurre alcuna definizione di “perfezione” o di “normalità”. Che cosa significa essere perfetti e normali? Essere come Fabio Federico? Che madre natura ce ne scampi e liberi! Dov’è il marchio genetico dell’omosessuale? Che il “dottore” si degni di pubblicare uno straccio di articolo dimostrativo in merito, portarlo all’attenzione dei colleghi, sottoporlo ad un’attenta peer review nella comunità scientifica. Altrimenti ingoi le sue fesserie da bigotto conservatore sorpassato dalla storia e taccia.

Io invito a diffidare, sempre, da chi considera lo stadio raggiunto dall’uomo come un livello “perfetto” dell’essere. È la stessa, miope, becera visione che possiede quella scandalosa organizzazione, stracolma di pederasti repressi, chiamata Santa Romana Chiesa.

Il giorno che ci disfarremo di omuncoli assurdi come Fabio Federico, sindaco di Sulmona, e che la gente sarà finalmente libera di guadagnarsi la felicità ed amarsi senza che qualcuno voglia a tutti i costi trascinarla tra le fiamme di un inferno terrestre, il mondo comincerà ad essere un posto migliore: Dilige et quod vis fac!


[1] Bruce Bagemihl, Biological Exuberance: Animal Homosexuality and Natural Diversity, (St. Martin’s Press, New York, 1999. ISBN 0312192398)

[2] Guido Barbujani, L’invenzione delle razze, (Bompiani, 2006. ISBN 9788845257452)

[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Protocolli_dei_Savi_di_Sion

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