Astratti furori

Caro Aldo Giannulli, …

Posted in ...furori politici... by maelström on giovedì, 29 maggio 2014 21:28 CEST

Caro Aldo Giannulli,

Rispondo nel mio piccolo alla sua analisi di oggi sulla necessita` o meno che Grillo si “dimetta”.

Esiste un bellissimo film di molto tempo fa, “Signori si nasce”, in cui Toto`, un “nobile” povero in canna, fa il suo ingresso in un circolo aristocratico, si avvicina al tavolo da gioco, urla “banco!” al momento di scommettere, perde, e quando gli viene intimato di pagare il debito, con un’affettatissima erre moscia si scioglie in un “ma io scherzavo!”.

Poi, quando qualcuno gli chiede che cosa avesse fatto della posta, se avesse vinto, lui risponde con un “Me li pigliavo! Che sono scemo??”

Le ricorda qualcuno?

Lei vuole discutere, e allora discutiamo. Si sta chiedendo a Grillo di esercitare quella onesta` e quella coerenza che vengono tanto sbandierate nelle sue piazze e che vengono cosi` fortemente richieste agli avversari politici. Che cosa Grillo intendesse quando ha parlato di “andarsene” non e` dato di sapere; nessuno ha parlato di “dimissioni”; e` Grillo che ha fatto un’affermazione sul proprio futuro. Qualunque cosa intendesse con “me ne vado”, che lo faccia, visto che ha perso. Cosa intendeva? Chiudere il blog? Barricarsi nella villa ligure? Godersi i nipotini? Tacere? Qualunque cosa fosse, che lo faccia.

Non e` sicuramente quel che sta continuando a fare, imperterrito, come prima, come “frontman” (come lo chiama lei) del movimento. E` apparso in un video, si e` preso un maalox e ha detto “continuiamo come prima”.

Quel che mi sorprende, poi, di tanti grillini che invocano onesta` e coerenza e` di tollerare questi due pesi e due misure che vengono usati tutte le volte per identificare Grillo. Solo un comico quando fa comodo, portavoce del partito in tutte le altre circostanze. Un uomo che confonde, da` numeri per scherzo, non si sa mai se parli seriamente o stia sbeffeggiando; che in ogni momento puo` sfoderare un “ma io scherzavo!” tirandosi fuori dall’angolo del ring.

Non tutte le battaglie perse sono una Waterloo. Ha ragione. Quelle che avete perso in passato non lo erano (forse), ma questa si`. E` una Waterloo per i risultati, ma sopratutto per l’atteggiamento di chi avanzava dritto come una rompighiaccio, strombazzando arrogantemente un “Vinciamo noi!”. Alla fine si e` ritrovato con 3 milioni di voti in meno e un distacco tale dall’avversario (anzi, dal “nemico da distruggere” come tanti grillini definiscono il PD) che non gli consente neanche di appropriarsi del titolo di secondo, benche` lo faccia ugualmente.

Mi ha fatto sorridere la sua espressione “effetto ottico” nel descrivere la vittoria del PD. E` un po` patetica. La si userebbe per scherzo, tra amici, quando gli altri vincono una partita di calcetto: e` solo un effetto ottico! Da persona che non ha simpatie per il PD (e che, anzi, nel 2007 faceva il tifo per Grillo) le ricordo che per ora il 40% il PD lo ha preso eccome. Abbiate rispetto dei cittadini che hanno votato. Si vince anche perche` si ruba elettorato agli altri; lo avete fatto anche voi in passato. Alle politiche si vedra`, ma si vedra` per tutti. Lei pensa davvero che il M5S, dopo questa debacle, possa avere un futuro roseo? Di nuovo, un po’ di onesta` intellettuale: se vuol fare previsioni, le faccia per tutti.

Mi perdoni se lascio perdere le sue analisi numeriche e i suoi terzi di bicchiere vuoti/pieni. Mi sembrano elucubrazioni acrobatiche per difendere l’indifendibile.

Lei dice un’altra cosa corretta, ma a mio parere gravissima: “Se Grillo si ritirasse oggi, il M5S non reggerebbe”. Lo penso anch’io, dal momento che ogni qual volta i grillini compaiono in TV o in luoghi dove non siano attorniati da confratelli pentastellati, e vengono coinvolti in un confronto, ne escono mazzolati e lividi; dimostrando di non riuscire ad argomentare, di essere politicamente immaturi, di avere idee confuse e di essere poco informati. Ma lei crede davvero che poggiare un movimento su un solo uomo significhi costruire una struttura solida?

Mi spiace ma la sua considerazione finale sul M5S la trovo avvilente (per il movimento) e contraddittoria. Il M5S dovrebbe restare perche` la sua scomparsa finirebbe “per alimentare cose assai meno accettabili”? Cioe` sta tirando fuori un “turiamoci il naso e votiamo M5S”? Non trova un po’ patetico anche questo? Lei afferma che Grillo e Casaleggio devono restare ed avere “il loro ruolo”. Quindi hanno un ruolo? Qual e` questo ruolo? Non trova che sia contraddittorio col non avere “cariche formali” all’interno del movimento?

L’allenza con Farage farebbe meglio ad analizzarla piu` in dettaglio, in futuro. Non si capisce bene a quale titolo Grillo, che – lo ha detto lei – non ha una carica formale del partito (che` tale e` il movimento e tale si e` definito in un recente post sul blog di Grillo) voli a Bruxelles da perdente e si scatti selfie politiche con uno che vuole creare altre centrali nucleari , abolire i finanziamenti alle rinnovabili e non ha problemi a definirsi di “estrema destra”. Lei pensa che sia coerente per uno che si definisce erede di Berlinguer e che usa Dario Fo come intellettuale di riferimento?

Le chiedo, percio`, in ultimo, che cosa vuole veramente Grillo e che cosa vuole veramente il movimento: potere o coerenza? Come vede, Grillo, nel puntare al primo, perde miseramente l’altra.

Quando la matematica e` un’opinione…

Posted in ...furori politici... by maelström on martedì, 27 maggio 2014 20:41 CEST

einstein_matematica_opinioneLeggo in queste ore di godimento per la bruciante disfatta dei cinque stelle le bruciacchiate analisi degli ustionati grillini sui risultati elettorali. Si`, quegli  stessi che hanno i PhD, che hanno i master, le lauree, che sono ggiovani con due g, e che rifiutano (eh, come no!) gli 80 euro di “mancetta  elettorale” renziana, si  lanciano in elucubrazioni matematiche per smentire che 3 milioni di voti non tornino ai conti.

E dunque dicono:  “E’ sbagliato affermare che abbiamo perso quasi 3 milioni di voti. Considerando un’affluenza alle Europee  attorno al 58% contro il 75% delle politiche dell’anno scorso, è come se avessimo perso poco meno di un milione di voti“.

Embe` io prendo i numeri ufficiali e a me sono i loro calcoli che non tornano: se alle politiche del 2013 c’e` stata, come c’e` stata, un’affluenza del 75.18% e loro hanno preso 8.797.902 voti; se alle europee del 2014 c’e` stata, come c’e` stata, un’affluenza del 58.96% e loro hanno preso 5.807.362 voti, perche` si mantenesse la stessa proporzione del 2013, avrebbero dovuto prendere (58.96 / 75.18) x 8.797.902 = 6.899.765 voti.

Ma cosi` non e` stato, e la differenza tra quelli che, secondo loro, avrebbero dovuto prendere (mantenendo la proporzione del 2013) e quelli che hanno invece preso e` 6.899.765 – 5.807.362 = 1.092.403 voti. Quindi, semmai, avrebbero perso poco piu` di un milione di voti (e neanche tanto poco), non “poco meno”.

Ma una tale proiezione matematica non ha senso quando, invece, 8.797.902 – 5.807.362 = 2.990.540 persone vere, reali, non proiettate, non si sono prese la briga di uscire di casa, di recarsi alla cabina elettorale e mettere una X su un foglio di carta.

Cari grillini, i 2.990.540 voti di quelle 2.990.540 persone li avete persi e basta. Mettetevi l’anima in pace. Capisco che ora dobbiate leccarvi le ferite, ma almeno fatelo con un briciolo di dignita`.

Ovviamente aspetto che chiunque smentisca i miei numeri. Lieto di correggere, nel caso. #vinciamopoimamoltopoi

«No, mai.»

Posted in Senza categoria by maelström on mercoledì, 23 maggio 2012 9:33 CEST


(Giovanni Falcone, 18/05/1939 – 23/05/1992)

«Ha mai avuto dei momenti di scoramento, magari dei dubbi, delle tentazioni di abbandonare questa lotta?»
«No, mai.»

Happy birthday Mr Russell…

Posted in Senza categoria by maelström on venerdì, 18 maggio 2012 10:31 CEST

ImmagineCentoquarant’anni fa nasceva il grande Bertrand Russell. Filosofo, logico, matematico, storico, critico della società, liberale, socialista e pacifista, fondatore della filosofia analitica, maestro di Wittgenstein, ha prodotto lavori che hanno influenzato la logica, la matematica, la teoria degli insiemi, la linguistica, l’informatica, la filosofia del linguaggio, l’epistemologia, la metafisica. Un uomo che ha lottato contro gli estremismi di destra e di sinistra, che ha condannato gli Stati Uniti per la guerra in Vietnam, che ha sempre sostenuto il disarmo nucleare, e che, nel 1950, è approdato al meritato Premio Nobel per la letteratura “in recognition of his varied and significant writings in which he champions humanitarian ideals and freedom of thought”.

Centoquarant’anni fa è nato un maestro del pensiero.

Buon compleanno sig. Russell.

Lasciate calcolare i calcolatori…

Posted in ...furori politici... by maelström on martedì, 8 maggio 2012 14:55 CEST

ImmagineChe ridere. Dicono che in Sicilia c’è stato “un errore nel conteggio dei voti”. In sostanza hanno attribuito ai sindaci delle percentuali di preferenza in base al totale dei voti dati ai candidati, mentre andavano tenuti presenti anche liste e candidati al consiglio. A parte che non mi spiego come mai, nel 2012, si voti ancora con carta e matita copiativa, e non tramite un bel touch screen collegato ad un sistema centrale (che taglierebbe di netto, peraltro, la necessità dello spoglio manuale), non sarebbe bene elaborare un semplice algoritmo di calcolo e far sì che siano i calcolatori a calcolare?…………..

L’eredità di Cammarata…

Posted in ...furori politici... by maelström on venerdì, 4 maggio 2012 1:46 CEST

Stasera su Repubblica leggo che a guidare la città di Palermo, per le elezioni amministrative 2012, si sono candidati in parecchi. Il giornalista Sebastiano Messina scrive: “gestire l’eredità di Diego Cammarata nel capoluogo siciliano è un’impresa che mette paura, eppure si sono presentati in undici”.

Ovviamente, nel leggere questa frase, la prima cosa che suppongo è che Cammarata debba aver fatto qualcosa di veramente importante per la città di Palermo. Sarà stato una persona integerrima – penso – che ha sfidato l’ambiente non proprio amichevole del capolouogo siciliano, tenendo alta la bandiera dell’onestà. Bravo Cammarata! Avrai pur fatto qualcosa, che diamine, per guadagnarti quell “eppure” di Messina! Hai incoraggiato 11 prodi cavalieri ad imitarti!

Entusiasmato, quindi, corro a leggere la pagina Wikipedia su questo eroe. La premessa, devo dire, è buona: “Laureato in giurisprudenza, è avvocato cassazionista”. E poi professore universitario, membro della Commissione politiche dell’UE, ecc.. ecc..

Il sorriso mi si spegne subito, però, quando leggo che “Dal 1996 al 2001 è stato coordinatore provinciale di Forza Italia.”

“Forza Italia”… ecco che il mio entusiasmo scricchiola.

Leggo ancora che non ha rinunciato all’indennità da parlamentare, con la carica di sindaco, infrangendo l’art. 122 della Costituzione; nel 2007 sono stati denunciati brogli elettorali dopo la sua nuove elezione; nel 2008 sono stati arrestati due presidenti di seggio che nel 2007 avrebbero falsificato 580 schede a suo favore; nell’ottobre 2008 vengono arrestati altri tre per aver falsificato altre 450 schede. Leggo che nel 2009 la sua amministrazione comunale è coinvolta negli scandali finanziari dell’Amia, l’azienda di raccolta dei rifiuti cittadini; e poi la barca affittata in nero a terzi; e poi le ipotesi di truffa, abuso d’ufficio, disastro colposo, inquinamento delle acque e del sottosuolo, gestione abusiva di discarica, gestione non autorizzata di rifiuti speciali e traffico di rifiuti. Leggo ancora che, in un momento critico per la città, se n’è partito per i Campionati del Mondo di Calcio in Sudafrica. Leggo che nel 2011 è indagato per abuso d’ufficio, ha un’imputazione coatta per violenza privata, viene rinviato a giudizio per aver utilizzato un operaio comunale a fini personali.

Poi, da qualche altra parte, sul web, trovo che il buon Gian Antonio Stella, l’impeccabile contabile di sempre, già a inizi 2009 affermava: “Il Comune di Palermo dovrebbe essere immediatamente commissariato[…] Cammarata guida il Comune da più di sette anni, quindi non ha la scusante d’essersi ritrovato buchi di bilancio delle amministrazioni precedenti”[…]”“su 866 milioni l’anno di spese correnti, il Municipio di Palermo ne scuce 623 (il 72%) per pagare 21.895 dipendenti. Ottomila più di dieci anni fa”.

Insomma, adesso che il mio sorriso si è spento del tutto, io mi chiedo: ma siamo proprio sicuri sicuri sicuri che gestire l’eredità di Cammarata sia un’impresa poi così difficile?

Barzelletta fantastica!

Posted in Senza categoria by maelström on martedì, 6 marzo 2012 0:17 CEST

Immagine

Ci sono un inglese, un francese e un russo.

Ad un certo punto il russo fa: “Io credo nella democrazia”

Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

Posted in ...furori politici... by maelström on lunedì, 14 novembre 2011 9:53 CEST

Ding Dong! The Dwarf resigned. Which old Dwarf? The Wicked Dwarf!
Ding Dong! The Wicked Dwarf resigned.
Wake up – sleepy head, rub your eyes, get out of bed.
Wake up, the Wicked Dwarf resigned. He’s gone where the goblins go,
Below – below – below. Yo-ho, let’s open up and sing and ring the bells out.
Ding Dong’ the merry-oh, sing it high, sing it low.
Let them know
The Wicked Dwarf resigned!

La morale secondo convenienza

Posted in Senza categoria by maelström on lunedì, 26 settembre 2011 21:45 CEST

Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame

– Dante Alighieri, Inferno, Canto I

Mi fa molto ridere (amaramente, s’intende) che su Repubblica di oggi appaiano due articoli in evidente contraddizione: l’uno che esalta le “frasi inequivocabili” del cardinal Bagnasco, presidente della CEI, fustigatore di Berlusconi, del pansessualismo e del relativismo amorale, e l’altro che ridicolizza l’ultima di monsignor Babini, vescovo emerito di Grosseto, difensore di Berlusconi, ma al tempo stesso fustigatore di omosessuali, ebrei e musulmani. I giornalisti di Repubblica adottano evidentemente due pesi e due misure, a seconda di quale sia il messaggio da passare ai lettori, sottostimando, è chiaro, l’intelligenza dei destinatari. Questi signori, infatti, ignorano volutamente che Bagnasco e Babini appartengono alla stessa istituzione; un’istituzione da secoli avara, misogina, antisemita, razzista, oscurantista. Nel fare leva sulle pompose rampogne di Bagnasco, col pretesto di ammantare d’autorevolezza gli strali sulla condotta del premier, fingono d’ignorare che i “comportamenti licenziosi” e le “relazioni improprie”, il “pansessualismo” e il “relativismo amorale” sicuramente non si limitano, nella mente del presule dallo zucchetto rosso, alle prodezze sessuali del vecchio satrapo di Arcore, ma si estendono agli omosessuali sodomiti, alle coppie di fatto, a chi fa sesso prima del matrimonio, a chi divorzia. Ovvero ad una buona fetta della società, sicuramente maggioritaria rispetto a chi segue pedissequamente i precetti di vita del “responsabile Magistero ecclesiale”. Quale sarebbe il “rinnovamento etico” auspicato da un pontefice che ha presieduto la versione moderna della Santa Inquisizione? Ci vuole un bel coraggio, poi, a parlare di corruzione, come ulteriore male sociale, quando la Banca Vaticana è stata invischiata nell’affare Sindona o nel crac del Banco Ambrosiano (con Marcinkus che, anziché entrare in una galera, è stato prontamente tradotto all’estero, col pieno avallo delle alte gerarchie ecclesiali). Ci vuole un bel coraggio a parlare di evasione fiscale, quando si fa parte di un’istituzione che ogni anno truffa letteralmente il popolo italiano con l’8×1000 e non paga ICI, IRPEF, IRES e tutte le tasse immobiliari, pur possedendo quasi un terzo del patrimonio immobiliare italiano. E infine ci vuole un bel coraggio a parlare di “comportamenti responsabili e nobili”, quando in ogni angolo della Chiesa si annida una serpe sessualmente repressa, che approfitta dei più deboli, venendo puntualmente coperta, nascosta, protetta.

Repubblica applaude alle parole di un presule o dell’altro, secondo convenienza. Se il prelato di turno accusa Berlusconi, allora si può agevolmente ignorare tutto ciò che l’appartenenza ad un’istituzione meschina come la Chiesa cattolica comporta; se invece l’uomo con la tonaca difende il premier, allora si può sottolineare ogni sua ridicola esternazione, frutto di oscurantismo misto a senilità avanzata. Il quotidiano descrive le parole di Bagnasco come “attesissime”, di rottura del “silenzio della Chiesa”. La verità è che la Chiesa dovrebbe dare a Cesare quel che è di Cesare ed aprire bocca raramente; e  solo per chiedere scusa.

Un titolo di John Kennedy Toole…

Posted in Senza categoria by maelström on domenica, 26 giugno 2011 22:25 CEST

La fune s’è spezzata. Una trentina di loro, amabili campagnoli cresciuti a fonduta di fontina, cassoeula, polenta e lardo, s’è spetasciata al suolo; alcuni ferendosi, altri contundendosi, altri ancora fratturandosi. Tra essi una bambina di dieci anni, travolta anch’ella dalle prodezze ludiche del popolo del Nord. Tutte le volte che leggo di loro, mi ricordo di un libro di John Kennedy Toole; ora non mi sovviene il titolo, però. La disfida è avvenuta a cavallo del Ticino, tra padani dell’est che tiravano da una parte, e padani dell’ovest che strattonavano dall’altra; ovvero tra un popolo inesistente su una sponda ed uno inesistente sull’altra. Una gara paradossale, come tra italiani umpa-lumpa e italiani munchkin, tra Yahoos e Houyhnhnms. Tutte le volte che leggo di loro, mi ricordo di un libro di John Kennedy Toole; ora non mi sovviene il titolo, però. L’ubriaco da bar[1] non ha partecipato; in qualità di Mangiafuoco imparziale, s’è appostato in un angolo, sorseggiando una birra, e scandendo con sonori rutti ogni oh issa del suo popolo di marionette in verde marijuana. I forzuti longobardi s’aggrappavano di peso alla cima tesissima, lanciando, di tanto in tanto, all’altra sponda, gesti dell’ombrello, mentre i vigorosi vichinghi avversari puntavano i talloni e traevano con forza, rispondendo con diti medi. Fino al capitombolo finale: quintali di trippa norrena che ruzzolava, incredula che il dio Po glielo avesse fatto ammosciare per un secondo. Tutte le volte che leggo di loro, mi ricordo di un libro di John Kennedy Toole; ora non mi sovviene il titolo, però. Anzi, no, forse me lo sono ricordato: Una banda di idioti.


[1]“Bossi parla come un ubriaco da bar” (Berlusconi, 17 agosto 1994)